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Le disfunzioni di un team: come riconoscerle e trasformarle in opportunità di crescita

Immagine del redattore: Giuseppe Taranto
Giuseppe Taranto
25 giu
Tempo di lettura: 4 min


Quando il problema non sono le persone


Hai mai partecipato a una riunione in cui tutti sembravano d'accordo, ma una settimana dopo nessuno aveva fatto ciò che era stato deciso?


Oppure hai visto un gruppo di professionisti competenti lavorare con sempre meno entusiasmo, mentre i risultati iniziavano lentamente a peggiorare?


In queste situazioni la tentazione è quella di cercare il "colpevole": il collaboratore poco motivato, il leader poco incisivo o il collega che crea tensioni.


Nella maggior parte dei casi, però, il problema non riguarda una singola persona.

Riguarda il modo in cui il team lavora insieme.


Ogni squadra attraversa momenti di difficoltà. La differenza tra un team che cresce e uno che si blocca sta nella capacità di riconoscere questi segnali prima che diventino un ostacolo ai risultati.


È qui che entrano in gioco le disfunzioni del team.




Indice



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Cosa sono le disfunzioni di un team?


Una disfunzione è un comportamento, un'abitudine o una dinamica relazionale che impedisce al gruppo di esprimere il proprio potenziale.


Non compare da un giorno all'altro.


Si sviluppa lentamente.


All'inizio si manifesta con piccoli episodi:


  • riunioni poco produttive;

  • comunicazione superficiale;

  • idee che rimangono sulla carta;

  • calo della partecipazione;

  • responsabilità poco chiare.


Se questi segnali vengono ignorati, con il tempo influenzano il clima aziendale, la collaborazione e, inevitabilmente, i risultati.


Per questo motivo è importante osservare il funzionamento del gruppo prima ancora delle singole prestazioni individuali.




Perché un team efficace arriva a smettere di funzionare?


Molti pensano che un team performante sia composto semplicemente da persone competenti.


In realtà la competenza è solo uno degli ingredienti.


Anche professionisti molto preparati possono ottenere risultati inferiori alle aspettative se mancano fiducia, comunicazione e una leadership capace di guidare il gruppo.


Le aziende investono spesso in tecnologia, processi e formazione tecnica, ma dedicano meno attenzione alle dinamiche relazionali.


Eppure sono proprio queste ultime a fare la differenza quando il lavoro richiede collaborazione, confronto e responsabilità condivisa.




Il primo passo è la consapevolezza


Quando un team entra in difficoltà, la soluzione più immediata sembra essere cambiare qualcosa all'esterno:


  • sostituire un collaboratore;

  • cambiare il responsabile;

  • introdurre nuovi obiettivi;

  • aumentare gli incentivi.


A volte queste decisioni sono necessarie.


Molto più spesso, però, non risolvono la causa del problema.


Il primo vero passo consiste nello sviluppare consapevolezza.


Significa osservare il team senza cercare un colpevole, ma cercando di comprendere quali dinamiche stanno limitando la collaborazione.


Accettare che qualcosa non stia funzionando richiede maturità.


È proprio da questa consapevolezza che può iniziare il cambiamento.




I cinque ostacoli che bloccano un team


Nel suo lavoro sulle organizzazioni, Patrick Lencioni ha individuato cinque dinamiche che ricorrono con grande frequenza nei team poco efficaci.


Nei prossimi articoli le analizzeremo nel dettaglio. Qui è utile conoscerle nel loro insieme.



Mancanza di fiducia


Quando le persone evitano di mostrarsi autentiche, chiedere aiuto o condividere difficoltà, la collaborazione si indebolisce.


La fiducia è la base di qualsiasi squadra ad alte prestazioni.



Paura del confronto


Molti team evitano il conflitto per mantenere un clima apparentemente sereno.


In realtà, senza un confronto costruttivo, le decisioni diventano superficiali e il coinvolgimento diminuisce.



Scarso impegno


Quante volte una riunione si conclude con entusiasmo, ma nessuno porta avanti ciò che è stato deciso?


L'impegno nasce quando le persone comprendono gli obiettivi e si sentono parte delle decisioni.



Assenza di responsabilità condivisa


In un team efficace ogni persona si sente responsabile anche del buon funzionamento del gruppo.


Quando nessuno richiama comportamenti poco collaborativi, la qualità del lavoro tende inevitabilmente a diminuire.



Disattenzione ai risultati comuni


L'ultima disfunzione emerge quando gli obiettivi personali diventano più importanti di quelli del team.


In quel momento la collaborazione lascia spazio alla competizione interna.




Qual è il ruolo del Team Leader?

Lavoro del Team Leader

Un leader non è chiamato soltanto a distribuire compiti.


Il suo compito principale è creare le condizioni affinché il gruppo possa lavorare bene insieme.


Per riuscirci deve sviluppare una capacità spesso sottovalutata: osservare.


Osservare come le persone comunicano. Come prendono decisioni. Come affrontano i conflitti. Come reagiscono agli errori.


Spesso le informazioni più importanti non emergono da ciò che viene detto, ma da ciò che viene evitato.


Per questo motivo la leadership moderna richiede ascolto, attenzione e capacità di leggere le dinamiche relazionali.


Nei prossimi articoli approfondiremo anche questo aspetto.




Il Team Coaching come opportunità di crescita


Quando un team attraversa una fase di difficoltà, non significa necessariamente che debba essere ricostruito.


Nella maggior parte dei casi è possibile recuperare fiducia, collaborazione e motivazione attraverso un percorso strutturato.


Il Team Coaching aiuta il gruppo a osservare il proprio funzionamento, migliorare la comunicazione, rafforzare la leadership e costruire nuove modalità di collaborazione.


Non offre soluzioni preconfezionate.


Aiuta il team a trovare le proprie.


Ed è proprio questo che rende il cambiamento più efficace e duraturo.




L'angolo del Coach


Nel mio lavoro incontro spesso aziende convinte che il problema sia "quella persona".


Dopo poche ore di osservazione, però, emerge quasi sempre una realtà diversa.


Le persone sono il riflesso del sistema in cui lavorano.


Se il sistema non favorisce fiducia, confronto e responsabilità, anche i professionisti più competenti finiscono per perdere efficacia.


Per questo motivo preferisco lavorare sulle dinamiche del team prima ancora che sui singoli individui.




Tre domande per riflettere


Prima della prossima riunione, prova a chiederti:


  • Le persone partecipano davvero o si limitano ad ascoltare?

  • I problemi vengono affrontati apertamente o evitati?

  • Alla fine dell'incontro tutti sanno esattamente cosa devono fare?


Le risposte possono raccontare molto sullo stato di salute del tuo team.




Un esercizio pratico


Durante la prossima riunione osserva il gruppo senza intervenire subito.


Prendi nota di tre aspetti:


  • chi parla di più;

  • chi non interviene mai;

  • quali decisioni vengono realmente trasformate in azioni.


Questo semplice esercizio ti permetterà di iniziare a leggere le dinamiche del team con uno sguardo diverso.




Conclusione


Le disfunzioni non rappresentano un fallimento.


Sono segnali.


Segnali che indicano la necessità di fermarsi, osservare e ripensare il modo in cui il gruppo collabora.


Un team efficace non è quello che non incontra difficoltà.


È quello che sa riconoscerle e affrontarle insieme.


Perché quando cresce la qualità delle relazioni, crescono anche i risultati.

 
 
 

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